E’ possibile far coesistere fede e ragione?
Rispondendo ad un quesito posto da una blogger, mi chiedo: fede e regione possono coesistere? Personalmente ritengo le due cose l’una l’antitesi dell’altra. Dove entra la fede non vi è posto per la ragione e la storia lo dimostra chiaramente. La ragione è in grado di dare delle risposte concrete ai perché della vita; risposte che non sempre siamo propensi ad accettare, poiché ci tolgono dal nostro piedistallo e ci mostrano la realtà per quello che è. E’ a questo punto che la fede ci viene in “soccorso” e lo fa tramite ipotesi non verificabili che avrebbero lo scopo di consolarci dell’umano stato, di affrancarci dalla nostra condizione di caducità, dal nostro destino di morte; attraversati i cancelli della quale (la morte intendo), nulla torna indietro, come un buco nero che inghiotte qualsiasi cosa. La coscienza della morte ci rende coscienti di vivere e della brevità della medesima. La paura della morte ci conduce ad aver sete di vita, non importa a che condizioni purchè sia vita. La fede non potendo promettere la sopravvivenza del corpo fisico, ci assicura (su quali basi poi?), la sopravvivenza dell’anima. Crea ad oc un “universo parallelo“ nel quale esisterebbero la felicità eterna o l’eterno tormento, questo in conformità a supposti criteri divini, ed è quivi che l’anima umana trascorrerebbe l’eternità. Che sia un tempo senza fine contornato di grazia o di dolore non importa poi tanto, ciò che conta è una qualche forma di vita oltre la vita, di coscienza, di esistenza, seppur in forma ectoplasmatica. Messi di fronte a questo bisogno d’esistenza, posti davanti alla paura della morte, le nostre difese vacillano e la fede prende il sopravvento sulla ragione, che esce spesso sconfitta da questo conflitto. Eppure sono proprio la caducità della vita umana, come un fiore che sboccia in primavera e che s’inchina, in autunno, alla volontà della natura (insomma muore), e la capacità di ragionare a rendere unica la specie umana. Voler scacciare la ragione dalla nostra mente vuol dire non cogliere l’incredibile opportunità che la natura ci offre quella d’essere consapevoli di esistere.





