Cioccolata
“Tanto per cominciare è buona!“. Questo rispondeva Napoleone a chi gli chiedeva perché bevesse tanta cioccolata e, questo sarà ciò che io risponderò a chi mi chiederà il perché di questo post sulla gustosa bevanda. La cioccolata, “cibo degli dei“, che ebbe i natali nel continente centro e sudamericano, è ottenuta dalla macinazione dei semi della pianta del cacao (pianta che i Maya iniziarono a coltivare molti secoli prima di Cristo). Snobbata da Colombo, al quale furono offerti, dagli indigeni, i semi e la relativa bevanda da essi ricavata (quando nel suo quarto ed ultimo viaggio nel 1502 sbarcò nell’Honduras) fu importata nel Vecchio Continente dai conquistadores spagnoli. Hernàn Cortès, dopo aver saccheggiato e distrutto una delle più grandi civiltà sinora esistite, tornò nel
Conquistata l’Europa, nel 1775, alla pianta di cacao fu dato, dal celebre naturalista Carlo Linneo, il nome scientifico di “ theobroma “, che significa appunto cibo degli dei. Occorre però aspettare la rivoluzione industriale e la prima metà dell’ottocento, perché sia inventata la tavoletta di cioccolato (l’arcinota sorella ammaliatrice). Fu un crescendo, nel 1861 Pier Paul Caffarel inventò i rinomati gianduiotti, altri poi crearono il cioccolato al latte e, quindi nel 1912 il cioccolatino ripieno, mentre il celeberrimo Bacio perugina è del 1922. Dobbiamo attendere il 1964 perché nasca ufficialmente la nutella. Giustamente definita “mito italiano“ da Gigi Padovani nel libro a lei dedicato. Alla celebre bevanda, il favore dei mortali non è venuto mai meno. Sono tanti gli artisti che nel corso dei secoli l’hanno menzionata nelle loro opere. Marcel Proust per esempio, la cita nel libro “ La strada di Swann “ uno dei volumi della serie “ Alla Ricerca del Tempo Perduto “ ove la definisce leggera e fuggitiva. E’ nominata anche da Carlo Goldoni nella sua opera “ La bottega del caffé “, quindi Alessandro Manzoni ne fa menzione né “ I Promessi Sposi “, continuando poi con Mozart che la cita nell’opera lirica “ Così fan tutte “. Grande estimatore dell’ammaliante sirena fu Voltaire ed il già citato Napoleone. Famosi degustatori della cioccolata, sono stati anche Madame du Barry, amante di Luigi XV e Giacomo Casanova, che di piaceri se ne intendeva, ai quali si aggiunge la sublime attrice statunitense katherine Hepburn, che ne era una grande estimatrice, oltre che il famoso sovrano Montezuma il quale, si dice, arrivava a consumarne sino a cinquanta tazze al giorno! Ancora oggi le sono dedicati film come il dolce “Chocolat “ con Juliette Binoche e Johnny Depp, od il meno noto ma, altrettanto piacevole film messicano “ Come l’acqua per il cioccolato “. Entrambi i film tratti dai relativi libri omonimi, l’uno “ Chocolat “ scritto da Joanne Harris e l’altro “ Come l’acqua per il cioccolato “ da Laura Esquitel. Nella pittura abbiamo il celeberrimo quadro di Jean Etienne Liotard, “ La bella cioccolataia “ dipinto dal pittore svizzero nel 1743 ed ora esposto nel museo della città di Desdra. Arriviamo ad oggi; la scelta di prodotti a base di cacao è infinita; oltre alle ricette di piacevoli dolciumi, il cacao subisce gli accostamenti più insoliti, dai crostacei al riso, dalle carni alla pasta, tante sono le idee che la nostra fantasia ci suggerisce. Ascoltiamola.
Ps: dopo tanto parlare di cioccolata, poteva mancare una gustosa ricetta?
Ovviamente no! Eccola!
Piccola delizia al cioccolato:
ingredienti:
350g di cioccolato fondente; 70g di zucchero; 2 tuorli; 200 ml di latte
Preparazione:
Versare il latte in una casseruola, dal fondo spesso, e portarlo a bollore su fuoco medio. Sbattere poi in un recipiente i tuorli con lo zucchero e amalgamarli per bene con un cucchiaio di legno, quindi versare sul composto il latte caldo a filo, prima una piccola quantità per stemperare il composto e in seguito il rimanente latte. In seguito versare il composto nella stessa casseruola utilizzata per far bollire il latte e agiungere il cioccolato fondente tagliato a pezzettini. Porre la casseruola su fuoco medio e far sciogliere il cioccolato, sempre miscelando con un cucchiaio di legno ottenendo così un composto liscio e vellutato. Versare nelle tazze e servire la fonduta prima che si raffreddi.
Potete servire insieme alla fonduta delle cialde o dei biscottini oppure, qualsiasi cosa la vostra fantasia vi suggerisce.





