Verso la Conoscenza
mercoledì, 07 febbraio 2007

 

 

Cioccolata

 

 “Tanto per cominciare è buona!“. Questo rispondeva Napoleone a chi gli chiedeva perché bevesse tanta cioccolata e, questo sarà ciò che io risponderò a chi mi chiederà il perché di questo post sulla gustosa bevanda.  La cioccolata, “cibo degli dei“, che ebbe i natali nel continente centro e sudamericano, è ottenuta dalla macinazione dei semi della pianta del cacao (pianta che i Maya iniziarono a coltivare molti secoli prima di Cristo). Snobbata da Colombo, al quale furono offerti, dagli indigeni, i semi e la relativa bevanda da essi ricavata (quando nel suo quarto ed ultimo viaggio nel 1502 sbarcò nell’Honduras) fu importata nel Vecchio Continente dai conquistadores spagnoli. Hernàn Cortès, dopo aver saccheggiato e distrutto una delle più grandi civiltà sinora esistite, tornò nel 1528 in Spagna con quei semi di cacao, ignorando quanto successo avrebbero riscosso nel Continente Europeo. Questa voluttuosa tentatrice, era molto amata dal popolo Azteco che, la associava alla dea della fertilità Xochiquetzal. Secondo un’antica leggenda, il dio azteco Quetzalcoalt diede in dono ai mortali il seme di cacao, per ottenere una bevanda amara, energetica e afrodisiaca (lode al dio azteco!). Sbarcata in Spagna, grazie alla sapiente opera dei Gesuiti, alla cioccolata furono tolti il pepe e il peperoncino ed aggiunti zucchero e vaniglia, creando così quella sensuale, lussuriosa, morbida, voluttuosa, dolce, maliziosa, inebriante, calda, densa, profumata e scura bevanda d’origine divina che tutti conosciamo. L’ idea si rivelò vincente, tanto che nel giro di un secolo (il’600) l’Italia e la Francia prima e il resto dell’Europa poi soccombettero alla deliziosa seduttrice. La cioccolata sedusse così tutti i palati nobiliari, piacque a regine, ministri, aristocratici e clericali, tutti coloro che poterono permettersela data l’elevata tassazione a cui era soggetto il cacao. La regina Anna di Spagna (quella dei tre moschettieri), papa Pio V, il cardinale Mazzarino e poi, marchesi, baroni, cardinali, furono deliziati dalla bevanda in questione.

Conquistata l’Europa, nel 1775, alla pianta di cacao fu dato, dal celebre naturalista Carlo Linneo, il nome scientifico di “ theobroma “, che significa appunto cibo degli dei. Occorre però aspettare la rivoluzione industriale e la prima metà dell’ottocento, perché sia inventata  la tavoletta di cioccolato (l’arcinota sorella ammaliatrice). Fu un crescendo, nel 1861 Pier Paul Caffarel inventò i rinomati gianduiotti, altri poi crearono il cioccolato al latte e, quindi nel 1912 il cioccolatino ripieno, mentre il celeberrimo Bacio perugina è del 1922. Dobbiamo attendere il 1964 perché nasca ufficialmente la nutella. Giustamente definita “mito italiano“ da Gigi Padovani nel libro a lei dedicato. Alla celebre bevanda, il favore dei mortali non è venuto mai meno. Sono tanti gli artisti che nel corso dei secoli l’hanno menzionata nelle loro opere. Marcel Proust per esempio, la cita nel libro “ La strada di Swann “ uno dei volumi della serie Alla Ricerca del Tempo Perduto ove la definisce leggera e fuggitiva.  E’ nominata anche da Carlo Goldoni nella sua opera “ La bottega del caffé “, quindi Alessandro Manzoni ne fa menzione né I Promessi Sposi “, continuando poi con Mozart che la cita nell’opera lirica Così fan tutte “. Grande estimatore dell’ammaliante sirena fu Voltaire ed il già citato Napoleone. Famosi degustatori della cioccolata, sono stati anche Madame du Barry, amante di Luigi XV e Giacomo Casanova, che di piaceri se ne intendeva, ai quali si aggiunge la sublime attrice statunitense katherine Hepburn, che ne era una grande estimatrice, oltre che il famoso sovrano Montezuma il quale, si dice, arrivava a consumarne sino a cinquanta tazze al giorno! Ancora oggi le sono dedicati film come il dolce Chocolat con Juliette Binoche e Johnny Depp, od il meno noto ma, altrettanto piacevole film messicano Come l’acqua per il cioccolato “. Entrambi i film tratti dai relativi libri omonimi, l’uno “ Chocolat “ scritto da Joanne Harris e l’altro “ Come l’acqua per il cioccolato “ da Laura Esquitel. Nella pittura abbiamo il celeberrimo quadro di Jean Etienne Liotard, “ La bella cioccolataia dipinto dal pittore svizzero nel 1743 ed ora esposto nel museo della città di Desdra. Arriviamo ad oggi; la scelta di prodotti a base di cacao è infinita; oltre alle ricette di piacevoli dolciumi, il cacao subisce gli accostamenti più insoliti, dai crostacei al riso, dalle carni alla pasta, tante sono le idee che la nostra fantasia ci suggerisce. Ascoltiamola.

 

 

Ps: dopo tanto parlare di cioccolata, poteva mancare una gustosa ricetta?

Ovviamente no! Eccola!

 

 

Piccola delizia al cioccolato:

 

ingredienti:

350g di cioccolato fondente; 70g di zucchero; 2 tuorli; 200 ml di latte

 

Preparazione:

Versare il latte in una casseruola, dal fondo spesso, e portarlo a bollore su fuoco medio. Sbattere poi in un recipiente i tuorli con lo zucchero e amalgamarli per bene con un cucchiaio di legno, quindi versare sul composto il latte caldo a filo, prima una piccola quantità per stemperare il composto e in seguito il rimanente latte. In seguito versare il composto nella stessa casseruola utilizzata per far bollire il latte e agiungere il cioccolato fondente tagliato a pezzettini. Porre la casseruola su fuoco medio e far sciogliere il cioccolato, sempre miscelando con un cucchiaio di legno ottenendo così un composto liscio e vellutato. Versare nelle tazze e servire la fonduta prima che si raffreddi.

 

Potete servire insieme alla fonduta delle cialde o dei biscottini oppure, qualsiasi cosa la vostra fantasia vi suggerisce.

 

 

 

 

 

 

 

 

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mercoledì, 07 febbraio 2007

                                         IN NOME DEL DIO.

 

Nel corso del tempo i santi uomini pieni di “fede” hanno ucciso, dopo averle sottoposte a brutali torture, tantissime persone. Considerate (le persone) streghe, eretiche o, semplicemente non convertite, sono passate tra processi farsa e morti atroci, tutto a causa della fede. Un esempio è la crociata medievale contro gli Albigesi, colpevoli d’eresia e, pertanto da sterminare (Nel XIII secolo, gli Albigesi, noti anche col nome di Catari, si consideravano buoni cristiani, ma non riconoscevano l’autorità papale. Nel 1208, per ordine del papa Innocenzo III incominciò la crociata contro di loro. La città di Beziérs (posta nel mezzogiorno francese) fu rasa al suolo il 22 luglio 1209, tutti gli abitanti massacrati, compresi i cattolici, che avevano rifiutato l’estradizione degli eretici, mentre, l’ultimo dei Catari, Guillaume de Belibaste, perì sul rogo nel 1324.), oppure, la caccia alle streghe e agli eretici con l’istituzione della Santa Inquisizione nel 1232 che nel corso dei secoli ha fatto un considerevole numero di vittime in tutta Europa; per non parlare dello sterminio e delle conversioni forzate delle popolazioni indigene meso e sudamericane. I fedelissimi servi di dio Cortes e Pizarro, ebbero le loro mani lorde del sangue degli amerindi (autoctoni delle americhe), gente che ben lontana dall’essere dei miseri selvaggi, avevano creato, quelle che noi oggi definiamo, Civiltà Precolombiane, che nulla avevano da invidiare a quelle occidentali. Per intenderci mi riferisco alle culture Maya, Atzeca, Toltecha, Olmeca e Incas. Città completamente rase al suolo, genocidio et similia, furono le gesta dei conquistadores, i quali, sempre rimanendo fermi assertori del cristianesimo, non si fermarono davanti a nulla pur di incamerare quanto più oro possibile. Aggiungiamo ad esse, le persecuzioni dei cattolici contro i protestanti, come ad esempio la strage degli Ugonotti (appartenenti al movimento calvinista) in Francia, culminate con il massacro della notte di S. Bartolomeo il 23 Agosto 1572 e, le azioni, altrettanto violente, dei protestanti contro coloro i quali erano di fede cattolica o che non erano cristiani. I protestanti, infatti, nel nome del loro dio e, soprattutto, assetati di potere, sterminarono le popolazioni indigene dell’America settentrionale. Oltre ad acquisire con la forza i territori appartenenti ai nativi, gli europei portarono nei nuovi territori malattie quali il vaiolo che, decimarono gli autoctoni (non avendo costoro alcuna difesa immunitaria per malattie a loro sconosciute). Nel 1539 i nativi della Florida sono contagiati da Hernando de Soto e dai suoi uomini, così come Jacques Cartier contagia gli Irochesi, mentre esplora il fiume San Lorenzo. Nel 1620 i “padri pellegrini” abbandonarono l’Inghilterra dove erano perseguitati a cagione della loro fede, salpando, a bordo del Mayflower, verso il nuovo mondo per cercare ivi rifugio e, come sempre succede, da perseguitati divennero persecutori. Questi timorati di dio, operarono una serie spaventosa di massacri non risparmiando donne e bambini. Con la morte di Toro Seduto e lo sterminio di Wounded Knee Creek, avvenuto nel dicembre del 1890, avviene la fine emblematica di tre secoli di genocidio dei nativi americani. Gli indigeni che nel 1500, si stima siano 850000 persone, alla fine del 19° secolo non contano più di 50000 individui. Anche gli appartenenti ad altre confessioni religiose non sono da meno. Basta evocare il termine vignetta perché gli eventi del mese di febbraio 2006 ci tornino alla mente. I fedeli servitori d’Allah, non si sono limitati, nel corso della loro storia, a qualche tumultuosa e feroce protesta. Al pari dei cristiani, nel corso del tempo, hanno conquistato, sterminato, convertito con la forza, trucidato persone inermi, tutto, ovviamente, in nome della loro divinità, senza avere mai alcun dubbio. La presa della città di Costantinopoli nel XV secolo, spicca, come esempio chiarificatore fra tutti. La città conquistata da Maometto II il 29 maggio 1453 fu messa a ferro e fuoco, saccheggiata e devastata da orde d’assassini, donne e bambini prima stuprati e poi impalati, chiese distrutte, uno scempio assolutamente esecrabile, tutto questo ovviamente in nome d’Allah. Il discorso non cambia se alla fede sostituiamo l’ideologia politica; ne sono un esempio il nazismo, il fascismo e il comunismo. L’ideologia politica porta le persone ad annullare se stesse in nome di un’idea corrotta e distorta. Accecate le loro menti (con quello che alla fine si può considerare un lavaggio del cervello) ogni cosa diventa fattibile, se lo scopo é l’imposizione di ciò che costoro ritengono lecito, anche l’eliminazione fisica dell’avversario. Le migliaia di persone morte o scomparse durante la dittatura cilena di Pinochet (il dittatore cileno morto nel 2006, a cui è stato concesso il funerale religioso,) ne sono un esempio. La Commissione Rettig, voluta dal successivo governo cileno installatosi dopo la caduta di Pinochet, elenca ufficialmente 2095 morti e 1102 scomparsi, tutti vittime del precedente regime dittatoriale, tra le vittime eccellenti del regime spiccano il nome di Victor Jara regista e cantante ucciso nello stadio di Santiago e Carles Horman, giornalista americano scomparso anch’egli, della cui vicenda il regista Costa-Garvas tratta nel film del 1982 “Missing”.  A tutto ciò è fin troppo facile, eppur doveroso, aggiungere le vittime del nazismo sterminate nei campi di concentramento, da Auschwitz a Treblinka, passando per Sobibor e Chelmno, l’olocausto, nonostante un “simpatico” presidente iraniano continui a negarlo, è una delle pagine più sanguinarie e allucinanti che la follia umana abbia mai prodotto. Tutto ciò nasce dalla mente umana e, non ha niente a che fare con la divinità (se si parla di fede) o, con un’idea di giustizia e di comunione tra le persone (nel caso di un’ideologia politica). E’, sempre, una questione di potere. Potere che chi non conosce il vero significato delle parole amore, giustizia ed uguaglianza tra gli uomini, tenderà sempre a conquistare, come mero surrogato di ciò che non ha, l’anima. Poiché gli uomini di “fede” credevano (e credono tuttora) di essere i latori della verità rivelata dal cielo, ritenevano (e ritengono ancor oggi) di poter fare il bello e il cattivo tempo, ogni loro azione era sorretta dalla loro fede e, le sofferenze inflitte a coloro i quali non erano della loro congrega sono, abnormi, mostruose e prive d’ogni giustificazione, e su ogni libro di storia.

by zaffiro05 | commenti (3) | commenti (3)(popup)
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